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Marcello Samela
Who is Black?
Installazione per la quinta giornata nazionale del Contemporaneo
A cura di Amnesiac Arts
Testo critico di Barbara Improta
3-11 ottobre
White Cube Basilicata
c/o Comune di Avigliano
Corso Gianturco
Avigliano (Pz)
Amnesiac Arts è anche quest' anno tra le realtà
espositive protagoniste della Giornata del Contemporaneo organizzata dall'Amaci
sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il sostegno
del PARC (Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio,
l'architettura e l'arte contemporanee)
Per l'occasione l'associazione lucana, che da anni si occupa dell'arte
del presente avanzato, presenterà l'installazione site specific
di Marcello Samela indeata per il White Cube Basilicata.
Marcello Samela ama giocare con gli oggetti, con le parole, con il
pubblico. Ama giocare con la sua arte perché è consapevole
di quanto il gioco, come l’arte, siano strumenti di scardinamento
dei nessi causali tra gli eventi ed abbiano il potere di aprirci dimensioni
impensate, di stravolgere il senso comune. Una piccola rivoluzione tra
il serio e il faceto quella di Marcello, manipolatore di oggetti quotidiani,
minimi, qualsiasi, alla ricerca dell’inaspettato nascosto in ogni
angolo del creato.
Quale migliore occasione per un faber ludens come lui che avere a disposizione
un cubo bianco, lo spazio dell’azzeramento e della libertà,
da manipolare e trasformare? Il White Cube diventa una vera e propria
scatola magica nelle mani di Samela che gioca a stravolgerne il senso,
anzi a capovolgerlo, a moltiplicare le (dis)sociazioni mentali/verbali/visive:
il bianco (white) che si trasforma in nero (Black), il gatto che minaccia
il cane, la scatola chiusa che diventa spazio aperto.
E in quest’ottica rovesciata da cui l’artista guarda il mondo
accade che le pareti, rigorosamente bianche, della mini-galleria non ‘contengano’,
non delimitino ma vengano come annullate, si aprano ad uno spazio buio,
indefinito, nero. In questo luogo fantastico fluttuano cani e gatti neri
e bianchi, dagli occhi fiammeggianti di vita. Ognuno in una sua dimensione
isolata, ognuno portatore di un’azione singola ma tutti misteriosamente
legati come se fossero in una sorta di metaforica arena: s’inseguono,
si preparano alla lotta, rispondono a un richiamo? Chi insegue chi? E
cosa accadrà? Forse essi sono semplicemente immersi, come noi tutti,
in questo assurda arena che è la vita. Bianchi o neri, feroci o
mansueti lottiamo per la sopravvivenza in un mondo inesorabilmente doppio
e molteplice, onnicomprensivo, contraddittorio e imprevedibile, in cui
i valori e i punti di vista si rovesciano continuamente nel loro contrario.
Un gioco delle parti maledettamente serio.
Barbara Improta
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