Angela Lioi
Le Principe de Cavalieri

A cura di Amnesiac Arts
Testo critico di Manuela Petraglia

13 - 28 novembre
White Cube Basilicata
c/o Vineria Sottapéra
Via del Popolo, 115
Potenza

start: ore 22 - ingresso libero

Il White Cube Basilicata approda in una delle vinerie più note del capoluogo lucano con Le Principe de Cavalieri una serie fotografica della giovane artista potentina, Angela Lioi.

L'evento è inserito nel calendario di Elastic Lab, un laboratorio performativo che esplora l'universo delle sonorità e delle arti ideato dalle associazioni Amnesiac Arts e Zer0971.

La serata prevede, oltra ad un incontro con l'autore, l'esibizione del gruppo musicale italo-argentino Eco & Henry Hugo che presenterà in esclusiva per la Basilicata Last Season’s Love album appena uscito per Untuned Records/Rockbottom Record.

" La lente, metafora dell’impossibilità per l’umana percezione di “sentire” l’altro in maniera oggettiva, è ausilio e, al contempo, ostacolo alla conoscenza. Simboleggia, infatti, sia lo sforzo di andare più a fondo, di dividere, spezzettare, frantumare, misurare l’altro attraverso i sensi, sia la tragica e definitiva consapevolezza che ogni processo gnoseologico è in partenza viziato, distorto e sporcato dall’esperienza e dalla personalità di ciascuno.
Angela Lioi ha compiuto un viaggio attraverso i cinque sensi e ha offerto di ognuno di essi un’immagine ingrandita con l’intento di scandire in fasi sensoriali sia la propria conoscenza della persona da lei scelta sia, più in generale, il modo in cui ognuno suole approcciarsi all’altro. Come si vede, la lente si frappone tra il Sé e l’Altro da Sé valorizzando di volta in volta un singolo dettaglio – un organo di senso – ma, allo stesso tempo, turbando l’immagine nel suo complesso. Il tentativo di oggettivare e rendere più misurabile e scientifico il processo cognitivo, servendosi di un senso per volta, si rivela fallace e vano: ad uno ad uno i sensi scivolano nell’errore e nel relativismo perché la lente restituisce sistematicamente un’immagine aberrata.
La somma dei fattori percepiti separatamente si presenta, poi, in tutta la sua ambivalenza con le ultime due fotografie, che suggellano il discorso in modo tanto eloquente quanto drammatico: il volto - finalmente intero – capovolto allude all’impossibilità di ottenere un’immagine dell’altro che sia complessivamente fedele alla realtà; il riflesso di sé rappresenta il completamento, l’altra “faccia” della percezione che consiste, in ultima analisi, in una sorta di ri-conoscimento. Conosco ciò che so, conosco ciò che sono.
Deve valere, pertanto, nella percezione dell’altro un principio di indivisibilità intrinseco in virtù del quale la somma dei singoli sensi equivale al riflesso di sé stessi.
…tutto è Uno perché tutto partecipa del genere dell’Uno.
Platone, molto prima di Cavalieri."
Manuela Petraglia