Interpellazioni di Carmen Laurino
a cura di Amnesiac Arts Testo critico di Mariateresa
Tucci
Matera 14 – 17 Maggio 2008
Casa D'Imperio - Via D'Addozio,39 (Sasso Barisano)
Inaugurazione Mercoledì 14 Maggio ore 11.00
per info: www.amnesiacarts.com
www.trendexpo.it
Amnesiac Arts è lieta di annunciare la nuova mostra del White
Cube Basilicata, la galleria più piccola del mondo estesa in rete
sul territorio nazionale.
Sarà presentata la serie Interpellazioni di Carmen Laurino, inserita
ufficialmente negli eventi di Trend Expo, il prestigioso salone dell'orientamento
giunto alla sua 14^ edizione, che avrà quest'anno una cornice unica:
i Sassi di Matera dichiarati patrimonio mondiale dell'Unesco.
La mostra sarà ospitata nei locali di Casa D’Imperio, una
tipica casa a “corte” cinquecentesca che è diventata,
dopo un adeguato restyling, sede e contenitore di eventi culturali, artistici
e scientifici.
Le “Interpellazioni” di Carmen Laurino sono un viaggio lungo
l'itinerario che porta al soggetto passando attraverso la fitta trama
di relazioni che la visione intesse. La sua fotografia è uno sguardo
sempre aperto sul mondo del quale rivela l'inespugnabile segreto.
Il filosofo francese Louis Althusser ha utilizzato il termine “interpellazione”
per indicare il dispositivo linguistico attraverso il quale una coscienza
si costituisce come soggetto: cioè come quella entità che
si riconosce come altra dal mondo, dal fondo del quale si distingue grazie
al pensiero, all’azione e al desiderio.
In Althusser il soggetto si riconosce come tale nel momento in cui, chiamato
a rispondere ad un altro soggetto, si volta verso di esso introducendosi
immediatamente in un orizzonte sociale ed etico.
Interpellazione dunque come inaugurazione del soggetto all'interno di
una comunità.
Anche nell’opera di Carmen Laurino l’interpellazione costituisce
una chiamata, rispondendo alla quale il fruitore contribuisce alla poiesi
dell’opera insieme all’artista: si volta verso di essa e prende
parte della sua visione.
I colori accesi e l' attenzione quasi ossessiva verso una stessa parte
del corpo, danno all'opera dell'artista lucana, il gusto surreale di un
sogno. Oniriche sono infatti le atmosfere, in cui la natura, ritratta
in diversi momenti del suo ciclo vitale, fa da sfondo ad una figura umana
mai interamente presente.
Il soggetto delle interpellazioni della Laurino è sfuggente, sempre
alluso, si disperde negli oggetti delle sue proprie costruzioni oniriche,
proprio come il soggetto della visione si perde nel mondo che si staglia
all’orizzonte della sua esistenza e che apre davanti ai suoi occhi
un interrogativo mai interamente risolvibile: C'è qualcosa?
L'assenza del soggetto è resa più incisiva dal feticismo
dei piedi: questi sono innalzati a suoi sostituti, rinviano alla sua presenza
in modo tale però che sia sempre messa in dubbio e in discussione,
proprio come il sogno mette in discussione la realtà.
Nelle interpellazioni di Carmen Laurino il mistero del mondo e quello
del soggetto intessono trame narrative che ripercorrono quelle intessute
da ciascuno di noi nell’atto della visione: l’artista ci chiama
e prendere parte della sua visione e ci suggerisce che ciò che
vediamo è il risultato creativo di un incontro tra due esistenze,
la sua e quella di chi l’osserva.
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