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ULTRAREALISMO
personale di Héctor Javier Di Lavello Occhiuzzi
a cura di Amnesiac Arts ,
testo critico di Massimo Lovisco
17 Febbraio – 18 Marzo
Inaugurazione sabato 17 Febbraio ore 19.30
Orario d’apertura:
Sabato – Domenica 18.30 – 21
O su appuntamento chiamando al 389 8185034
Amnesiac Arts Home Gallery,
& White Cube Basilicata
Corso XVIII Agosto, 36 Potenza
Héctor Javier Di Lavello Occhiuzzi, protagonista dell’ultima
edizione del Potenza International Film Festival ha fondato il movimento
Ultrarealista che si propone di umanizzare il cinema tramite un realismo
dai forti valori umani.
Amnesiac Arts dedicherà al giovane cineasta uruguaiano
una personale proiettando il Re del vento primo film Ultrarealista (prodotto
da Noeltan film), e presentando una ricca selezione di fotografie (nel
White Cube Basilicata) e di racconti .
La macchina e l’uomo. Una dicotomia apparentemente
in continuo conflitto ma elemento essenziale del nostro essere. Almeno
da quando Ned Ludd per primo sentì l’esigenza di scagliarsi
contro uno strumento tecnologico. Era il 1779. Da allora l’uomo
ha preso consapevolezza che la macchina è non solo un elemento
ormai irrinunciabile del proprio habitat esistenziale, ma è parte
integrante del nostro stesso universo cognitivo. A volte questo concetto
di base passa quasi inosservato. In arte si parla del rapporto uomo-macchina
solo quando questo è evidente per lo più superficialmente,
in installazioni futuristiche, giochi di luci, creature mutanti, dove
in realtà la tecnologia è ingabbiata in una forma ludica,
apparentemente inoffensiva, ma sovrasta l’uomo.
E’ affascinante invece andare ad indagare quei casi in cui la macchina
è talmente silenziosa da non apparire evidente, ma si fa elemento
tecnologico perfettamente integrato nella psiche di chi lo utilizza riuscendo
in un impresa isperata da Nedd Ludd: umanizzare la macchina.
Hector utilizza gli strumenti di registrazione dell’immagine (sia
essa in movimento, sia essa fissa) come una perfetta estensione della
propria percezione del mondo. Registra con naturalezza e riesce a mostrarci
non quello che ha visto, un reportage come potremo fare tutti, ma esattamente
quello che ha provato di fronte ad una determinata situazione, la sua
atmosfera emotiva. Per lui la macchina da presa o la fotocamera sono direttamente
collegate al cuore, al proprio universo affettivo sensoriale. Un giro
in motocicletta, non è la rappresentazione visiva di viaggio su
due ruote, ma la presentazione di quella precisa sensazione del momento.
E’ come se Hector riuscisse a trasmettere allo spettatore un sua
propria realtà interiore, come un ricordo personale, sfuocato,
senza tempo, in cui entrano tutti gli stati emotivi legati ad una particolare
esperienza. Con la macchina da presa sembra trasformare il mondo tutto
in un’opera d’arte, proprio perché non cerca di descrivere
il soggetto, ma cattura e registra la sensazione da esso suscitata. Da
qui partirei per spiegare L’Ultrarealismo, movimento cinematografico,
ma direi dell’immagine, che si propone di andare oltre la realtà,
mostrare la vita stessa come un’opera poetica completa, recuperando
quel territorio dell’estetico a metà strada tra pratico ed
artistico teorizzato da Mukarovsky e riuscendo silenziosamente nell'impresa
tanto attesa di di fare emergere l’uomo in tutta la sua straordinaria
essenza grazie all’utilizzo di una macchina.
Il cinema Ultrarealista è figlio del neorealismo
italiano. Nasce in Uruguay, la nazione a forma di cuore, in un’epoca
di crisi economica, sociale, culturale, morale, politica.
L’Ultrarealismo vuole redimere il cinema, mostrare la vita e gli
uomini come sono, senza filtri.
Cerca di raccontare le storie e viverle come nella vita stessa.
L’Ultrarealismo accetta la realtà della vita quotidiana,
ma cerca di dimostrare che esiste una realtà più grande.
Niente è per caso.
Il vero inventore dell’Ultrarealismo è Dio.
Il Re del vento è il primo film ultrarealista della storia.
L’Ultrarealismo accetta la morte come parte della vita; essa è
in costante divenire. Si nasce, si cresce, si muore. Ma mai in senso assoluto.
Come il sole che nasce, cresce e muore…
Lo stile e il contenuto sono strettamente correlati; se lo stile è
povero il contenuto parla di poveri. L’Ultrarealismo mostra la realtà
in tutti gli aspetti anche tecnicamente.
L’Ultrarealismo sente il tempo con il cuore; per questo il tempo
non esiste.
L’Ultrarealismo guarda alla storia di ogni uomo; vuole entrare profondamente
nel cuore di ogni persona, e nel cuore dello spettatore.
L’Ultrarealismo è una realtà interiore.
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